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Internet 
parte prima. 


Tutti noi sappiamo che è buona educazione salutare quando qualcuno, come un insegnante, entra in aula e per primo saluta la classe. Il saluto è reciproco e stabilisce da subito un rapporto cordiale ed amichevole, sia pur mantenendo il rispetto e le dovute distanze. 

Questo si chiama protocollo; come è un protocollo presentarsi stringendo la mano e dicendo nome e cognome, sedersi a tavola e utilizzare le posate per manipolare il cibo e avere la cortesia di alzarsi dalla sedia quando sull'autobus sale un anziano. Non si potrebbe cuocere un bell’arrosto se non lo riponessimo in una casseruola e poi nel forno bello caldo. Sono tutte regole, modalità comportamentali che rendono la vita migliore quando tutti le rispettano. E' proprio anche grazie ad un protocollo se Internet si è così ampiamente diffuso negli ultimi 16 anni, e cioè da quando è passato da un utilizzo privato e per lo più militare o universitario ad uno strumento di svago e studio per le masse. 

Il protocollo in questione si chiama TCP/IP ove la prima parte a sinistra della barra (/) indica la modalità di controllo sulla trasmissione dei dati ovvero Transmission Control Protocol mentre la seconda alla destra della barra, ovvero IP Internet Protocol, ne stabilisce la modalità di trasmissione sulle reti non omogenee ovvero di natura diversa. 

La motivazione che spinse a suo tempo l'utilizzo del TCP/IP e lo fece diventare uno standard risiede dalla bassa qualità delle reti allora disponibili. 

Infatti TCP suddivide in piccoli pacchetti la spedizione dei dati ed ogni pacchetto viaggia nella rete indipendentemente dagli altri ma con abbinato un codice che lo accomuna agli altri pacchetti dello stesso file e ne stabilisce la corretta posizione. 

Una volta giunto a destinazione il pacchetto si sistema nel punto giusto e solo una volta che tutti i pacchetti sono ricevuti la spedizione si può dire conclusa ed il dato diviene leggibile. 

Tutto questo però non sarebbe stato sufficiente per fare sì che internet arrivasse alla diffusione che ha raggiunto ora, se non fosse stato anche per il linguaggio/protocollo html/http. 

Le prime reti informatiche che ho utilizzato negli anni 80 erano dedicate a sviluppatori, ricercatori, topi di biblioteca che scambiavano informazioni e dati in tutto il mondo utilizzando quelle che si chiamavano BBS, ovvero bullettin board system, una bacheca elettronica con scambio di file proprio come il programma Emule che certamente molti di voi conoscono. 

Il limite di tutto questo era che la trasmissione dati avveniva sul classico doppino telefonico e mi ricordo il mio primo modem che si connetteva a 9600 con mia grande soddisfazione e che i dati viaggiavano tutti insieme, quindi le frequenti cadute del segnale o della rete e la bassa velocità rendevano un’impresa quasi al limite del possibile lo scaricamento di file di una certa dimensione. Ora tutto questo sembra appartenere ad un passato molto remoto ma parliamo di ben pochi anni fa e di passi avanti almeno nella tecnologia ne sono fatti tanti. 

Ora internet è entrato prepotentemente nella vita di tutti noi e raramente incontriamo persone che non lo utilizzino almeno una volta alla settimana, quanto al contrario molti lo utilizzano giornalmente ed alcuni, come me ad esempio ne hanno fatto un lavoro ed una passione. 

Internet ha modificato le abitudini e i comportamenti di milioni di individui e parlare di rete oggi come oggi è sinonimo del Web e non della rete da pesca; termini come home page, email, sito, connessione, fanno parte del nostro bagaglio linguistico e sono comprensibili ai più, compresi i nostri figli che spesso superano i genitori in apprendimento e dimestichezza con le basi della navigazione. 

Pochi però sanno come internet funziona davvero e anche per chi crede di saperlo pensiamo che in qualche istante una pagina web collocata in uno sperduto server di uno sperduto quartiere di Bologna, tanto per citare il caso del mio sito, può essere vista in tutto il mondo con “un clic”, cosa che a me personalmente affascina e stupisce ancora. Allora approfondiamo un attimo la nostra conoscenza e cerchiamo di capire qualcosa di più su come funziona questa rete internet. 

Innanzitutto pensiamo che tutto quello che “gira” su internet inteso come il WEB, visualizzabile attraverso programmi come Explorer o Mozilla per intenderci, è ed appartiene a pagine web che lo contengono. Quindi queste pagine cosa sono? Sono file, con caratteristiche particolari di contenuti e di nome tali che possono essere “letti” e “capiti” da questi programmi chiamati browser. Iniziamo a prendere confidenza con questi nomi allora, abbiamo parlato di protocollo, di pagine web, di browser; alla fine di questa lezione vi fornirò un piccolo glossario tecnico e non solo per immergervi più facilmente nel mondo di internet visto che dobbiamo passare molto tempo insieme su quest’argomento. Dicevamo che queste pagine web essendo file, sono memorizzati su dei computer, esattamente come il vostro, insomma quasi come il vostro; pensiamo che devono essere abbastanza potenti ed avere abbastanza spazio per essere collegati 24 ore su 24 e accettare molte connessioni simultanee. Comunque sia i dati, o le pagine, sono memorizzate su questi computer chiamati server, ricordatevi questo nome perché lo sentirete molto spesso. 

I server sono computer dedicati a distribuire informazioni a una rete di altri computer, sono come degli archivi elettronici dotati di vita propria e spesso organizzati da complicati programmi di statistica e indicizzazione dei dati. 

Di questi server Internet è piena, anzi possiamo dire che Internet è questi server o meglio ancora questi server formano la rete Internet. Ognuno di questi computer ha un nome esattamente come voi e me, ed un numero un po’ come accade per il codice fiscale. Il mio codice fiscale mi identifica in modo sicuro ed univoco, unico, in mezzo a tutti voi. Anche questi computer hanno questo codice formato però da numeri, quattro gruppi di cifre, ognuna con un valore minimo di 0 e massimo di 255. 

Questo codice identifica quindi in modo preciso e sicuro un computer nella rete internet. Ogni volta che noi digitiamo un indirizzo internet come ad esempio http://www.google.it questo indirizzo viene decodificato in un numero ed una posizione nello spazio e viene richiesta al server di Google in questo caso di mostrare la pagina web principale del sito richiesto, ovvero la home page. 

Tutto questo accade in un una manciata di secondi, dovunque voi siate nel mondo, non è incredibile? 

Quando quindi si parla di lentezza della rete si dovrebbe pensare alle distanze geografiche che spesso separano chi è seduto comodamente sul proprio divano e utilizzando il suo portatile e la rete wireless chiede informazioni al più grande motore di ricerca del mondo e il motore di ricerca stesso che per quel che ne so risiede in California, negli Stati Uniti. 

Parlavamo dei server, di questi distributori elettronici di informazione. La rete quindi è composta dai server, ma non solo; quando accendiamo il nostro PC e ci connettiamo alla rete internet, per motivi che vedremo insieme in una delle lezioni successive, per potere vedere le informazioni memorizzate nei server, dobbiamo fare parte della rete in tutto e per tutto. 

Questo significa che la rete Internet è composta allora dai server ma anche dal nostro PC, che in gergo si chiama client. Client all’interno di una rete identifica un componente, o un computer, che non distribuisce informazioni ma che al contrario le utilizza. Quindi quando entriamo in Internet il nostro computer diventa un client della rete. In alcuni casi come vedremo in un'altra lezione è possibile che si trasformi sia pur con alcune limitazioni, in un server, fornendo informazioni ad altri computer che le richiedono. I server sono connessi attraverso una rete di tipo misto, dalla fibra ottica, alla linea dedicata perfino alla wireless. Sono normalmente disponibili 24 ore su 24 e sempre normalmente ospitano più di un dominio. Ecco un’altra parola nuova, il dominio. Cos’è esattamente un dominio?Il dominio al di là del suo significato è il terzo motivo per cui Internet si è diffuso così rapidamente. Il dominio è il nome che ogni diversa realtà assume, nel mondo internet. Il dominio è il nome con il quale normalmente conosciamo i server o i siti che visitiamo tutti i giorni. Google.it è un dominio, come microsoft.com o cavazza.it per ricordare l’istituto che ci ospita e che ha organizzato questo corso. Il dominio è il modo semplice, mnemonicamente valido, intuitivo con il quale milioni, anzi miliardi di siti al mondo si presentano ai navigatori. Ah si, navigatori, dimenticavo. Una simpatica e allo stesso tempo, curiosa abitudine di chi frequenta internet è quella di definirsi un navigatore. 

Certo che questo modo rende molto romantico l’oceano sconfinato di informazioni che “galleggiano “ nella rete, come se fossero tanti pesci da raccogliere, ma non solo, anche il termine anchor che indica il link, altra parola nuova, è un termine marinaro che indica per l’appunto l’ancora, ovvero l’oggetto con il quale smettere di navigare ed approdare ad un nuovo sito. L’invenzione del dominio che risale al 1983 provocò nel giro di pochi anni la grande diffusione di questi indirizzi virtuali e la propagazione della rete internet in tutte le case o quasi come ai giorni nostri. Dicevamo che il dominio è semplice, infatti se possiedo un computer acer o una stampante hp, non me ne vogliano le altre case costruttrici,sarà semplice trovare il sito in questione, facendo semplicemente riferimento al nome del prodotto. Dicevamo che è mnemonico infatti se dovessimo memorizzare indirizzi come il seguente 192.168.1.243 avremmo alcune difficoltà ad abbinare un sito e forse ebay avrebbe avuto minore fortuna di quanto è accaduto. 

Dicevamo che è intuitivo, ovvero che sentendo nomi di siti quali webdesign.it sarà chiaro quale possa essere l’attività dell’azienda che lo possiede o ad esempio cinema.it non lascia tanto alla fantasia riguardo ai suoi contenuti. Ma cosa significano le tre w che normalmente precedono il nome del dominio? 

Parliamo a questo punto di come si presenta un indirizzo completo ad esempio del solito motore di ricerca google. 

Se diamo uno sguardo alla barra dell’indirizzo del nostro browser quando ci troviamo sulla pagina principale di google potremo leggere http://www.google.it. Dividiamo l’indirizzo in quattro parti, http, www, google e it e passiamo ad analizzarle una alla volta. http://, sta per Hyper Text Transfer Protocol e anch’esso è uno di quei protocolli di cui parlavamo prima. Questa volta l’http si preoccupa di regolare lo scambio dei dati a livello di pagina web, fornendo le modalità necessarie al programma browser per capire qual è l’ambiente che fornisce le informazioni. Un po’ come detto all’inizio della lezione, quando parlavo dell’insegnante che, entrando in aula, dovrebbe salutare e ottenere come risposta il saluto degli allievi, il protocollo http gestisce le domande dei client e le risposte dei server con una caratteristica di chiudere la comunicazione subito dopo e fino alla richiesta successiva. Si può dire che http sia un protocollo di tipo passivo che però, educatamente, non lasci alcuna domanda disattesa. Per la cronaca l’http appartiene anch’esso agli anni ’80, molto prolifici in campo internet. Poi nella lista delle parti nelle quali abbiamo sezionato un indirizzo web troviamo subito dopo www. Beh qui molti di voi sanno che www è un altro acronimo che sta per world wide web ovvero la ragnatela, la rete, che avvolge il mondo. Qui la fantasia dell’ideatore di questo appellativo di internet ha colpito giusto perché in modo visionario ha predetto l’ampio e globale successo di questo mezzo di comunicazione. Qui invece siamo un po’ dopo, il 6 agosto 1991 esattamente quando nei laboratori del CERN ovvero il Centro di Ricerche Nucleari Europeo di Ginevra un signore di nome Tim-Berners Lee oggi presidente del w3c ovvero www consortium, ideò e mise in piedi il primo sito web. Diciamo che se dovessimo elencare le cento persone che nel secolo scorso hanno cambiato il mondo, un posto per lui dovremmo trovarlo. Quindi www significa che è un sito e pagine web che ci dobbiamo aspettare e quando digitiamo www ci aspettiamo che il browser, sempre grazie all’amico http ci ritorni una bella pagina di risposta. Il terzo ed il quarto elemento sia pur essendo per motivi che sto per spiegare due elementi distinti sono insieme il dominio italiano di google, nel nostro esempio google.it. Un dominio infatti è composto di due sezioni, il nome vero e proprio e la localizzazione o suffisso che può essere geografica o semantica o certe volte qualcos’altro. Sì perché mentre noi esseri umani costruiamo macchine e programmi secondo certe regole, siamo bravissimi ad ignorarle e come in questo caso confondere le carte. In fondo è la parte affascinante della natura umana potere e sentire l’esigenza di “barare” rispetto alle regole di quando in quando. Anche questa volta ad esempio mentre era stato proposto di utilizzare i diversi suffissi per diversi significati rimandanti al sito, le regole si sono perse per strada e non è più detto che corrispondano a quando immaginato. Mi spiego meglio: 
si era pensato che .net fosse un suffisso ideale per un network, una rete di aziende o una multinazionale, che .com identificasse un azienda commerciale, .org un’organizzazione onlus, ma così non è stato e mentre alcuni suffissi sono regolati come il .gov per aziende governative, .edu per università e istituti educativi, i suffissi geografici ,it, .fr., .uk che per essere rilasciati necessitano di un’azienda o una persona appartenente allo stato che li mantiene, i primi tre sono stati lasciati liberi e hanno perso di significato. Un’ultima cosa, questo indirizzo tutt’insieme, ovvero nel nostro esempio http://www.google.it viene chiamato URL, ossia Uniform Resource Locator che tradotto significa collocazione o indirizzo unico di una risorsa. Indovinate un po’, è sempre un parto dei Tim-Berners Lee.  

GLOSSARIO. 
 
ARPANET 
Una rete di computer ( la progenitrice di Internet ) nata nel 1969, finanziata dal Ministero della Difesa statunitense 
( Department of Defense ); dopo una scissione in Milnet e Arpanet venne smantellata diversi anni fa. 
 
BBS 
Bulletting-Board System, un sistema che permette agli utenti di leggere i messaggi e spedirne di nuovi. 
 
Browser 
Un programma che consente di leggere le informazioni, e di navigare nella rete come Microsoft Explorer o Firefox Mozilla. 
 
Client 
Un computer che utilizza i servizi di un altro computer, come "Usenet","Gopher","FTP","Archie","WWW", 
vedi anche Server. 
 
Dominio 
E' la parte di un indirizzo internet che nelle email viene dopo questo simbolo (@), generalmente corrisponde al nome del vostro 
provider ( vedi Provider) Internet. 
 
Download (Scaricare) 
Recuperare software da un computer remoto e scaricarlo sul proprio computer. 
 
DSN 
Domain Name Server. Server in rete predisposti a traslare i nomi, indirizzi nei loro numeri equivalenti (ad esempio www.nome.dominio, gruppo cui appartiene la macchina, la nazione, oppure il sistema organizzativo dove risiede la macchina ) 
 
Extranet 
Sono delle reti con tecnologia TCP/IP (vedi TCP/IP) che connettono tra loro le reti locali aziendali, limitandone l'accesso ai soli utenti autorizzati., vedi anche VPN. 
  
Fidonet 
E' una rete mondiale di BBS (vedi bbs ). 
 
Freenet 
Un sistema in linea gratuito; in molte reti gratuite è possibile collegarsi mediante Telnet da un rete all'altra (vedi Telnet). 
 
Home page 
E' la principale pagina web di una applicazione, attraverso l'Home page possiamo collegarci alle altre pagine del sito. 
 
HTTP 
Hypertext Transfer Protocol. Un protocollo di trasferimento per le pagine www ( vedi www) su Internet. 
  
Modem 
La parola è una contrazione di "modulator/demodulator", il che significa che il modem è un dispositivo (oppure, meno comunemente, una scheda di espansione) che consente al computer di dialogare con altri computer attraverso le linee telefoniche. 
 
Network 
Indica un gruppo di computer collegati tra loro in rete attraverso un cavo. La sua forma più comune è costituita da una LAN (Local Area Network), nella quale la posta elettronica e altri file possono essere scambiati tra gli utilizzatore senza necessità di ricorrere ai floppy disk. Possono inoltre essere condivise le stampanti e altre risorse. 
Tutti i PC di una LAN sono collegati a un server, costituito da un PC particolarmente potente e dotato di un grosso disco fisso che può essere condiviso da tutti. 
 
Server 
Computer che fornisce un servizio ad altri computer sulla rete; i computer che utilizzeranno i servizi offerti dal server sono chiamati client. 
 
TCP/IP 
Trasmission Control Protocol/Internet Protocol. Il sistema utilizzato dalle reti per comunicare l'una con l'altra. 
 
URL 
Uniform Resource Locator, indirizzo elettronico in Internet.Il primo elemento di un indirizzo URL è solitamente http://www.nome computer host/nome della risorsa host ( vedi Host). 
 
W3C 
World Wide Web Consortium,un consorzio a cui aderiscono le più grandi sotfware-house (case produttrici di software) tra cui Adobe,HP,Microsoft,Novell,Netscape,Sun,... 
 
WWW World Wide Web, la ragnatela della Rete che raccoglie le pagine ipertestuali e multimediali.
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